martedì 8 dicembre 2009

Lo specchio

Mi conosco abbastanza bene per sapere che, quando ho troppa voglia di scrivere, è perchè qualcosa non va. Raramente in vita mia sono in grado di scrivere qualcosa di allegro, e quasi mai sono stato capace di scrivere qualcosa di decente, quando mi sentivo felice. La felicità l'ho sempre vissuta senza saperla descrivere appieno, cercando solo di assaporarla fin dove possibile con i sensi, mentre il dolore o il disagio li ho sempre sviscerati meglio con le parole scritte. Quasi a volerli fissare, per non dimenticarmene, o semplicemente per farli scomparire, trasferendoli dalla mia anima su un foglio o uno schermo. Ma la scrittura, per me, è una catarsi incompiuta.

Quando scrivo, mi rendo conto di quanto sia forte il mio narcisismo. Da piccolo credevo di essere bravo a scrivere, con quella meravigliosa presunzione che contraddistingue gli adolescenti che vogliono spaccare il mondo. Credevo fosse l'unica cosa che sapevo fare. Ci misi poco a capire che non sapevo fare neanche quello. Negli anni, leggendo, confrontandomi, conoscendo gente che sa scrivere davvero, mi sono reso conto della mia mediocrità. Il mio stile, se di stile si può parlare, si è fatto sempre più asciutto, le frasi sempre più brevi e nervose. Ma tuttora, pur cercando di eliminare il superfluo, di asciugarmi, mi accorgo del mio ego che rimbomba, tronfio e posticcio, pervadendo le mie parole. E i miei demoni non vengono cacciati fuori dalle mie frasi. Ci si nascondono dentro, fingendo di scomparire per un po', e ritornano infine a cavalcarle. Ciò che scrivo, allora, diventa brutto, ai miei occhi, perchè mai totalmente libero. Ma a conti fatti, la verità è che non so scrivere di nient'altro che di me stesso.

La bellezza, baby. Quella bisogna cercare. Ovunque sia, a qualunque costo.

Abbiamo solo bisogno di amore e bellezza, e davvero poco altro.

4 commenti:

SCONFUSIONATA ha detto...

se io saprei stata capace a scrivere, avrei scrisso le stesse identiche parole, specie la considerazione finale.
la cosa che mi fa essere sempre più o meno serena è la consapevolezza del fatto che di bellezza ce n'è tanta. basta guardarla. a volte non c'è neanche bisogno di cercarla, perchè è proprio lì accanto a te.
poi, raramente, è lei che ti viene a cercare. tu ti meravigli di trovartela lì davanti e ti dici che non è possibile. poco dopo ti rendi conto che sei tu che l'hai sempre cercata.

magritte ha detto...

E' vero, di bellezza ce n'è tantissima. E se c'è una cosa che adoro, è continuare a stupirmi di piccole cose, dettagli di bellezza incredibile, che come dici te, mi fanno stare sereno.

PS: ammazza che palle sto blog, in confronto al tuo è un mortorio ;)

SCONFUSIONATA ha detto...

ti sembrerà una caduta di stile, ma in realtà è un "paulo maiora canamus".
devi sapere che penso sempre alla canzoncina che cantava creamy (la cantante del cartone animato, non il beneamato giorgetto):

"Nel mondo spesso non c'è chi sorriderà
la vita quindi è così per chi non ha
l'amore grande che ti dà
gran felicità
ma solo chi lo cercherà lo troverà

Spesso sai chi lo cerca non sa che c'è
grande amore intorno a se
e non lo vede ahimè
Io lo so
che l'amore per me è già qua
ma forse lui non sa
che è me che amerà
che amerà
che amerà
che amerà"

Se si parla d'amore si parla di bellezza e verità, non solo di relazioni.

Zanobi Ghergaj ha detto...

sì, anche io mi ritrovo molto in quello che hai scritto. anzi, nel tuo "Specchio" mi rifletto alla perfezione.
vado a prendere un bicchiere d'acqua.